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GIORGIO CASTRIOTA SCANDERBEG NELLA STORIA

 

Sabato 26 marzo, in un convegno dal titolo “Giorgio Castriota Scanderberg nella Storia”, è stata trattata la figura del valoroso eroe albanese ripercorsa nel suo ruolo di condottiero, diplomatico ma soprattutto uomo di pace e di fede.

i relatori del convegno
da sinistra: prof. Mandalà, ass. Pietro Armentano, Sindaco di Frascineto Domenico Braile, prof. Xhufi, Adriatik Kallulli, alcune ragazze in costume tradizionale

Tra i relatori, il prof. Pëllumb Xhufi, dell’Istituto Accademia delle Scienze dell’Università di Tirana, dove in un escursus storico – politico ha ricordato come la figura del Castriota da sempre, si è posta come elemento di unione tra il mondo occidentale e l’oriente, nutrendo una grande considerazione tra i suoi contemporanei come Callisto III e Pio II che lo definì “l’Atleta di Cristo”.


prof. Xhufi, ass. Antonio Panajotis Ferrari, Adriatik Kallulli

da sinistra: prof. Xhufi, ass. Antonio Panajotis Ferrari, Adriatik Kallulli

Per il critico d’arte Adriatik Kallulli la letteratura mondiale ha poco considerato la figura di Scanderbeg, figura che ha trovato rifugio nel corso dei secoli unicamente tra i cuori degli arbëresh d’Italia e di tutto il mondo.

Il prof. Matteo Mandalà, docente di Lingua e Letteratura Albanese dell’Università di Palermo, in una relazione dal titolo ”Tra miti storici e storie mitiche” ha espresso diverse perplessità su alcune testimonianze riguardanti Scanderberg e la collocazione storica degli arbëresh in Italia, dimostrando con un attendo esame storico e grafologico l’incongruente veridicità di alcuni testi


il prof. Mandalà e suo figlio

il prof. Mandalà e suo figlio