La
Pasqua degli Italo-Albanesi |
Dopo
una Pasqua conclusasi alla fine di un rito religioso ricco
di spiritualità e mistero, come può essere
quello greco bizantino, con la distribuzione delle uova
colorate e del dolce tipico pasquale “kuleçe”,
il lunedì sera si sono esibiti sul palco allestito
in piazza Albania, il gruppo folcloristico degli Arvanites,
provenienti per l’occasione dalla Grecia e il cantante
albanese Lirio Nushi. |
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| Una
esplosione di colori e canti tradizionali ha sorpreso Frascineto
e i numerosi visitatori provenienti da tutta la Calabria
e non solo, in un martedì di Pasqua che, nel sesto
centenario della nascita del valoroso eroe albanese ha fatto
rinascere una tradizione mai appiattitasi e che ogni anno
si riscopre intatta nei canti e nelle danze che vanno oltre
il concento di espressione artistica ma che simboleggiano
il respiro di un popolo che da sempre si difende e caratterizza
la multietnicità del nostro meridione d’Italia. |
foto del sig. Giuseppe Iazzolino |
Per
il musicologo Alessandro Rennis, la
Vallja “è l’unica danza popolare
che ha mantenuto una certa autenticità nel
tempo” e che integra nella rapsodia, gli elementi
del tradimento, la richiesta di coraggio, l’affronto
e la vittoria, in una linea melodica molto triste
e in movimenti che si alternano in vorticosi labirinti
come per simboleggiare la perdita del “centro”,
la fuga dalla morte verso la vita. |
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foto del sig. Giuseppe Iazzolino |
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La
bandiera con l’aquila bicipite sventola
nell’aria, le lance dell’esercito
di Scanderbeg, interpretato da giovani del
paese, scuotono Via Roma battendo rumorosamente
inneggiando al valoroso Eroe. |
foto del sig. Giuseppe Azzolino |
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I gruppi
folcloristici di Greci, Firmo, Lungro e S. Marzano, questi
ultimi dalla provincia di Taranto, che in una fusione particolare
hanno alternato passi di taranta salentina e canti arbëresh,
hanno sfilato insieme alle vallje, quest’anno numerosissime,
per tutto il paese. |
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Gruppo
Folcloristico di San Marzano di San Giuseppe (TA) |
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| All’imbrunire
ecco spuntare uomini incappucciati che, come ci ricorda
Papas Bellusci, nel simboleggiare “l’anima e
l’essere cosmico”, costringono i perplessi visitatori,
quelli più attempati, a baciare un teschio, “kutulla”,
posto all’interno di un cesto, in segno di rispetto
nei confronti della morte, tappa obbligatoria della nostra
esistenza |
| Durante
i festeggiamenti, le Poste Italiane Spa hanno emesso un
annullo postale per il Sesto Centenario della Nascita di
Scanderbeg. |
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