La
ricerca che aiuta l’Arbëria. Incontro-dibattito ad
Acquaformosa.
“Nuovi
orientamenti della linguistica e della storiografia Italo-Albanese”
è
il titolo dell’incontro-dibattito voluto dall’Amministrazione
Comunale di Acquaformosa per la presentazione di due importanti
pubblicazioni di ricerca; la prima, “Il Contributo
di R. Rohr alla conoscenza della lingua albanese di Acquaformosa”
di Genovese-Homeyer e “Fonti storiche
e percorsi della storiografia sugli albanesi d’Italia”
di A. Vaccaro.
Papas
Antonio Bellusci,
direttore della rivista Lidja,
ha ricordato nel suo intervento le diverse figure di ricercatori,
non solo italiani, che nel passato hanno studiato le nostre
terre, la nostra lingua e la nostra cultura.”In Rohr”
continua Bellusci “ traspare una grande umanità
e la voglia di evadere dal proprio cosmos alla scoperta di nuovi
mondi”. Rohr, che cinquanta anni fa si spinse fino ad
Acquaformosa per il suo dottorato di ricerca, è riuscito
a penetrare l’animo degli Arbëresh che, come lui
stesso ricorda “sono legati da un destino che non può
essere scisso dal loro vissuto”.
L’Arch. Vincenzo Mattanò,
docente Unical,
ha sottolineato come nel taglio cronologico e qualitativo della
ricerca del glottologo tedesco, traspare un panorama chiaro
degli aspetti culturali, dovuto alla rigida e puntuale metodologia.
Per la Prof.ssa Homeyer,
presidente dell’ICIT di
Cosenza, l’interculturalità è
un fenomeno moderno del mondo globalizzato, ma che trova origini
lontane nello spirito del sapere e della conoscenza umana, presente
anche nella figura di glottologi come Rupprecht Rorhr.
Attilio Vaccaro,
docente Unical, presentando la sua pubblicazione come “uno
strumento storiografico” che anticipa un lavoro più
ampio di ricerca sull’Arberia medioevale, pone l’accento
sull’importanza dello studio sempre aggiornato della cultura
albanofona, ricordando che “un popolo senza cultura rischia
di perdere le sue origini”. |