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Posizione Geografica - Vendi |
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Tra i comuni italo-albanesi della provincia di
Cosenza, Frascineto è certamente tra i più favoriti
dal punto di vista della posizione geografica: attraversato dallAutostrada
SARC è agevolmente raggiungibile anche attraverso la Provinciale
105. A Nord circondata dalla catena del Pollino, limitata a Sud
dal monte di Cassano, è tutta coltivata a vigneti ed uliveti.
A 486 m. sul livello del mare, gode di un clima temperato con inverni
miti ed estati calde. |
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Piacevole alla vista il suo paesaggio,
montuoso a Nord, dove le fanno da cornice le suggestive montagne
del Pollino, denominate Piccole Dolomiti per gli straordinari effetti
cromatici, pianeggiante a Sud dove è possibile ammirare gli
straordinari vigneti, produttori del famoso D.O.C. Pollino e gli
uliveti, ricadenti nellarea pre-pollinica del D.O.P. Bruzio,
il cui frutto arricchisce cucina locale. |
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Struttura Urbana Struktura Urbane |
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Di particolare interesse architettonico è
lorganizzazione urbana dei centri arbëreshë. Suo
nucleo fondamentale la gjitonia vicinato, caratterizzata
da struttura a profferlo, con spiazzo centrale, sheshi, su cui si
distribuiscono le abitazioni, shpitë, anticamente dotate di
scale esterne. |
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Struttura architettonica e sociale, la gjitonia
è luogo di condivisione privata e pubblica di gioie e dolori,
di lavoro e svaghi, luogo di trasmissione della cultura orale e
dei valori umani. Gjitonì më se gjirì
Vicinato più che parentela, recita la
saggezza popolare. |
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Storia - Historia |
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Lesodo del terrore (1468/1506),
dopo la morte di Giorgio Castriota Scanderbeg (17 gennaio 1468),
stando ai versi di una rapsodia, dirottò sui lidi italiani
allincirca trecentomila Albanesi. Le terre sicure di casa
dAragona, riconoscente per laiuto apportato dallathleta
Christi Giorgio Castriota Scanderbeg durante la lotta contro gli
Angioini, accolsero i profughi provenienti dalla sponda orientale
dellAdriatico. Tra questi, coloro che dopo varie e lunghe
peregrinazioni si stanziarono, intorno al 1490, nel territorio dellodierna
Frascineto. La denominazione Frascineto in uso, secondo le fonti
documentarie, dal 1264 sembra, però, non riferibile al moderno
insediamento italo-albanese. Si è, infatti, concordi nel
riferire tale denominazione ad un sito ubicato in territorio rurale
castrovillarese, nei pressi dellodierna cappella dedicata
alla Madonna della Pietà. I capitoli di fondazione di Frascineto,
già Casal di San Pietro o Casal Nuovo del Duca, portano data
1490 e vedono contraenti il Reverendissimo Marino Tomacello, episcopo
di Cassano ed utile signore del casale e gli Albanesi. Il casale,
allora dipendente dalla giurisdizione civile ed ecclesiastica di
Cassano, annoverava trenta tuguri ed una chiesa dedicata a San Lorenzo.
Il nome Fraxinetum è addebitabile ad una foresta di frassini
esistente nei pressi dellinsediamento. Questo primo nucleo
di profughi aumentò in seguito alla migrazione dei Coronei
(1534); segni di tale fenomeno sono attestati dallonomastica
frascinetese.
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La convivenza con le popolazioni autoctone,
caratterizzata da reciproca insofferenza, portò alla creazione
di quel che può essere considerato un quartiere ghetto, Ka
Lëtiret / Ka Lëtinjtë, in cui vivevano separati tutti
coloro che non si esprimevano in lingua albanese. Al 1491 risalgono,
invece, i capitoli di fondazione di Eianina. Nel Cinquecento il
piccolo centro passò dal dominio dei Principi di Cariati
a quello dei Policastrello di Castrovillari e dei Campolongo di
Lungro e Firmo e, nel Seicento, ai Sanseverino di Bisignano. La
comunità, anticamente denominata Li Porticilli e, successivamente,
Porcile, deve il nome attuale al fiume Eiano che scorreva nei suoi
pressi. Sebbene rientrante nel comune di Frascineto, Eianina si
presenta come una realtà a sè stante con usi e tradizioni
proprie e con una propria variante linguistica.
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Uomini Illustri - Frasnjotë të nderuar |
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Frascineto ha dato i natali a figure di spicco
del mondo culturale arbëresh. Tra queste: Domenico
Bellusci (1774-1833), vescovo di Sinope e Presidente a vita
del Collegio di SantAdriano in San Demetrio Corone, massima
istituzione culturale, insieme al Seminario greco-albanese di Palermo,
per gli Arbëreshë; suo fratello Michele
Bellusci (1754-1806) autore, con lo pseudonimo di Filalete,
di unapologia sulle nobili tradizioni italo-albanesi, dal
titolo Risposta alla relazione di Monsignor Cardamone Arcivescovo
di Rossano al delegato della Real Giurisdizione contro lArciprete
Albanese di San Giorgio. Risposta di Filalete; il nipote Michele
Bellusci (1803-1876), economo curato di Frascineto ed autore
di raccolte inedite di poesie in lingua albanese; Vincenzo
Dorsa (1823-1855), teorico, fra i maggiori, dei diritti civili
meridionali ed autore di opere fondamentali per la cultura arbëreshe.
Tra queste: Tra gli Albanesi. Ricerche e pensieri, Studi etimologici
sulla lingua albanese e La tradizione greco-latina negli usi e nelle
credenze popolari della Calabria Citeriore. Apprezzatissimo dal
De Rada, Achille Parapugna (1855-1883)
autore di liriche in stile classico.
Si ricordino, inoltre, papàs Bernardo
Bilotta (1843-1918) autore di numerose raccolte di cultura
popolare orale arbëreshe; |
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Luca Miranda
(1852-1936) poeta romantico; papàs
Francesco Solano-Dushko Vetmo (1914-1999), fondatore della
Cattedra di Lingua e Letteratura Albanese allUnical di Rende
e autore, tra laltro, di poesie, drammi, novelle e di una
grammatica della lingua albanese; papàs
Domenico Bellizzi-Vorea Ujko (1918-1989), la cui lirica,
allinsegna dei contrasti, è stata considerata tra le
più incisive del mondo contemporaneo; archimandrita
Giuseppe Ferrari (1913-1990) docente di Lingua e Letteratura
Albanese allUniversità di Bari e autore, tra laltro,
di una raccolta di canti albanesi e di una grammatica; archimandrita
Emanuele Giordano (1920), fondatore
e direttore della rivista Zëri i Arbëreshëvet nonché
autore del Fjalor; papàs Antonio
Bellusci, (1934), fondatore della rivista Lidhja ed autore
di studi a carattere demologico e linguistico; Luca
Perrone (1920-1984), autore di numerose raccolte di canti,
favolistica e tradizioni popolari italo-albanese.
Frascinetesi anche alcune fi- gure fondamentali dellantifascismo
calabrese: Andrea Croccia (Civita
1898-1984) e Alessandro Policastro
(1889-1967). |
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