Personaggi illustri
Uomini illustri
Letterati e scrittori
Costantino Arcuri (1810-1871) studiò nel Collegio Italo-albanese di San Demetrio Corone e fu autore di alcuni versi, lasciati manoscritti ed ancora oggi inediti, nella parlata albanese di Eianina. La sua poesia pare che si soffermi su avvenimenti accaduti a Frascineto durante l'occupazione francese.
papas Domenico Bellizzi (1918-1989), nato a Frascineto e parroco della comunità arbëreshe di Firmo, conosciuto in letteratura con lo pseudonimo di Vorea Ujko iniziò a pubblicare le sue prime poesie in lingua albanese durante gli anni Cinquanta sulle riviste Shejzat, Zgjimi, Zëri i Arbëreshvet, Katundi ynë, ecc.Tra le sue raccolte di poesie citiamo: Zgjimet e gjakut (1971), Kosovë (1973), Mote moderne (1976), Ankth (1979), Stinat e mia (1980), ecc.
papas Antonio Bellusci (1934) fondatore della rivista Lidhja ed autore di studi di carattere demologico e linguistico non solo per gli albanesi d'Italia ma anche per gli albanesi di Grecia. Oggi è parroco di Frascineto ed è di suo possesso la ricca "Biblioteca A. Bellusci" dove si riscontra il suo interesse negli studi di lingua e cultura arbëreshe e albanese. Le sue pubblicazioni di carattere linguistico e demologico si possono consultare sul sito: www.bibliotecabellusci.com.
papas Domenico Bellusci (1774-1833), vescovo ordinante per gli Albanesi di rito bizantino e Rettore del Collegio di S. Adriano di cui fu ottimo amministratore ed apprezzato educatore.
Michele Bellusci (1754-1806), autore di una apologia sulle nobili tradizioni degli italo-albanesi in un libro che pubblicò nel 1794 a Napoli dal titolo Alla relazione di Mons. Cardamone arcivescovo di Rossano al delegato della Real Giurisdizione contro l'arciprete di S. Giorgio. Risposta di Filalete. Filosofo ed eloquente studiò presso il Collegio di San Benedetto Ullano.
papas Bernardo Bilotta (1843-1918) arciprete e scrittore pubblicò in lingua albanese soltanto pochi opuscoli Vjershë të përlipëm (Versi lugubri), Castrovillari, 1894, Stima agli ottimi e biasimo ai tristi, Castrovillari 1898, Va fuori d'Italia, o Barbaro straniero, Castrovillari, 1916, ecc. Pubblicato postumo è invece Shpata e Skanderbekut ndë Dibrët e Poshtë a cura di Emanuele Giordano, del quale sono in possesso le altre opere manoscritte ancora oggi inedite.
Giuseppe Catapano (1914-2001), formato spiritualmente alla scuola di Don Orione, si laureò in Lingue e Letterature Europee presso l'Orientale di Napoli. Autore di L'Esaltazione della "Besa" albanese nell'antica rapsodia Costantino e Garentina, Roma, 1943,"Thot parlava albanese” pubblicato a Roma nel 1984, Antichità della Lingua Albanese (…anche Cristo parlò questo idioma), 1988.
Vincenzo Dorsa (1823-1885), compì i primi studi nel Collegio di Sant'Adriano a San Demetrio Corone e dal 1848 collaborò al "Calabrese" di Cosenza con Lettere Romane. Si distinse per i suoi studi sulle tradizioni popolari della Calabria e della cultura albanese. Letterato e studioso riconosciuto negli ambiti intellettuali calabresi dell'Ottocento fu autore, tra le tante opere di carattere filologico e di tradizioni popolari, di Su gli albanesi: ricerche e pensieri, Tipografia Trani, Napoli, 1847, La Tradizione Greco-Latina negli Usi e nelle Credenze Popolari della Calabria Citeriore, Cosenza, 1884 e tradusse nella parlata di Frascineto il Vangelo di San Matteo, Londra 1896. Ordinato sacerdote di rito greco non esercitò il ministero, ma si dedicò all'insegnamento di latino e greco presso il liceo "Bernardino Telesio" di Cosenza.
papas Giuseppe Ferrari (1913-1990) teologo dell'Eparchia di Lungro e docente di Lingua e letteratura albanese presso l'Università di Bari è stato autore, tra l’altro, di una raccolta di canti albanesi e di una grammatica.
Agostino Giordano, nipote ed erede spirituale dell'archimandrita Emanuele Giordano è direttore della rivista Jeta Arbëreshe e studioso appassionato di letteratura e lingua arbëreshe.
papas Emanuele Giordano (1920) dopo aver frequentato le scuole elementari a Frascineto, nel 1933 entra nel Seminario Benedetto XV di Grottaferrata (Roma), dove compie gli studi ginnasiali. Sacerdote di Eianina dal 1946, possiede apprezzati meriti di studi culturali albanesi: nel 1963 pubblica il Fjalor i Arbëreshvet t’Italisë (Dizionario degli Albanesi d’Italia) e nel 1972 per dodici anni dirige la rivista di cultura Zëri i Arbëreshvet (La voce degli Albanesi d’Italia); nel 2000 ha contribuito, con altri autori, alla realizzazione dell’ opera Alfabetizzazione Arbëreshe, a cura dell’Associazione AIADI di Lungro e nel 2005 ha realizzato una Grammatica arbëreshe per conto del Comitato nazionale Minoranze Etnico-Linguistiche.
papas Domenico Magnelli (1864-1931), sacerdote e letterato prese parte attivamente al Congresso Linguistico Albanese che si tenne a Corigliano Calabro dal 1 al 3 ottobre 1895 ed al successivo Congresso Linguistico Albanese di Lungro svolto il 20-21 febbraio 1897.
Luca Miranda (1852-1936) fu stimatissimo poeta popolare e molti dei suoi versi sono ancora oggi recitati e cantati dalla popolazione.
Achille Parapugna (1855-1883) studiò nel Collegio Italo-albanese di San Demetrio Corone. Dotato di grande intelligenza e di una vasta cultura letteraria, si fece conoscere dal vate della nazione e della letteratura italo-albanese Girolamo De Rada, il quale ne apprezzò i versi. Morì giovanissimo, all'età di 28 anni, afflitto da un male incurabile.
Luca Perrone (1920-1984) assieme al poeta Dushko Vetmo gettò le radici della poesia contemporanea italo-albanese d'Italia. Laureatosi in Giurisprudenza all'Università di Napoli, nacque forte in lui l'interesse per la tradizione e la poesia orale arbëreshe che si espresse nelle numesore raccolte di favole, racconti brevi e rapsodie in diversi paesi arbëreshë Eianina, Frascineto, Plataci, Civita, Castroregio, ecc. Approfondì gli studi di lingua e letteratura albanese presso l'Istituto di lingua e letteratura albanese a Roma e collaborò con le principali riviste albanesi: Shejzat, Zgjimi, Zjarri, ecc. Le sue principali opere letterarie sono: Lule shkëmbi (1969), Hjea e ariut (1969), Vjershë lirije (1971), Dërrudhez (1977).
papas Vincenzo Selvaggi (1932-2006),studioso di liturgia bizantina e di folclore italo-albanese, con Mbledhje të folklorit arbëresh - Parambote parastoqe edhe më gjë fornì una notevole testimonianza del patrimonio orale arbëresh.
papas Francesco Solano (1914-1999), insigne figura dell’albanologia contemporanea e fondatore della cattedra di studi albanesi presso l'Università della Calabria, ebbe una molteplice ed intensa attività letteraria e scientifica. Il contributo, esprimente la sua figura poliedrica, sul mondo arbëresh e su quello albanese in generale ha lasciato profonde tracce nei diversi ambiti del sapere. Il suo apporto è evidente nell'ambito degli studi linguistici, particolarmente delle parlate arbëreshe d'Italia, nell'arricchimento dei vari generi della letteratura arbëreshe contemporanea conosciuto in essa con lo pseudonimo di Dushko Vetmo, infine nello studio e nella trascrizione di diverse opere di scrittori arbëreshë impegnati nel solco della tradizione, e in particolare di quelle scritte da Francesco Antonio Santori, nella preparazione di studenti che hanno frequentato il corso universitario di Lingua e letteratura albanese all'Università della Calabria, e sul piano pastorale, per lunghi anni predicando e diffondendo il Vangelo in arbëresh.
Tra l'altro ebbe riconoscimenti onorifici dal Presidente della Repubblica Albanese nel 1995 Ordine di I Classe Naim Frashëri "per il distinto contributo negli Studi delle Scienze Albanologiche" e a un anno dalla sua morte "Doctor Honoris Causa" dall'Accademia delle Scienze di Tirana.
Figure del Risorgimento
Muzio Pace (1797-1865) di Eianina, fu una personalità di spicco nei movimenti rivoluzionari del 1848 e tra i primi a dare il via al movimento antiborbonico di Castrovillari. Assieme a Domenico Mauro fu nominato commissario con pieni poteri del Circondario di Castrovillari dal Ricciardi. Nel 1860 fu eletto presidente del Governo insurrezionale di Castrovillari.
Giuseppe Pace (1826-1864) figlio di Muzio Pace, partecipò ai moti del 1848 a capo del battaglione castrovillarese nella battaglia di Campotenese. Nel 1851 fu condannato a morte dalla Gran Corte criminale borbonica di Cosenza, ma la pena fu trasformata prima in ergastolo, poi in 30 anni di carcere duro e poi all'esilio. Si trasferì a Londra e poi rientrato in patria partecipò al reggimento di volontari Calabro-Albanesi nel 1860 nella famosa battaglia di Volturno e di Capua. Fu tra gli illustri albanesi che sedettero nel Parlamento Italiano.
Vincenzo Pace (1828-1901) figlio di Muzio Pace, ebbe saldi principi politici. Assieme al padre e al fratello organizzò nel 1860 la rivoluzione di Castrovillari. Nel 1870 divenne deputato del Parlamento Italiano e nel 1889 fu nominato senatore.
Figure dell'Antifascismo
Andrea Croccia (1899-1967), figlio di Angelo e di Domenica Durante, nato a Civita (CS) il 2-5-1899, e residente a Frascineto fu un ex combattente, anarchico-comunista e uno degli uomini illustri che visse e operò contro il regime fascista non solo a Frascineto ma anche a livello nazionale. A 18 anni fu chiamato alle armi e sul Monte Grappa rischiò di morire per assideramento e gli furono amputati tutti e due i piedi. Diventò "grande invalido". Durante la convalescenza studiò ed ottenne la licenza di sesta elementare con la media dell'otto. Lavorò alle Poste e poi in Ferrovia a Cosenza. Nel 1921 fondò la sezione Comunista di Frascineto. Nel 1948 risulta essere il primo dei non eletti, ma poi, per l'improvvisa morte di un deputato calabrese, subentrò a Montecitorio. Rimase deputato per 24 ore e si dimise per far posto alla compagna milanese Elsa Molè. Morì a Frascineto nel 1967.


